L’emergenza abitativa e la transizione energetica possono trovare un punto di incontro proprio nella riqualificazione degli edifici. È da questa prospettiva che parte il confronto inaugurale di Smart Building Levante 2026, in programma il 18 novembre alla Fiera del Levante di Bari, dove istituzioni, amministrazioni, professionisti ed esperti della filiera delle costruzioni e dell’impiantistica si confronteranno sul futuro dell’abitare sociale.

Il tema è quello di una casa che non sia soltanto accessibile, ma anche efficiente, connessa e in grado di offrire nuovi servizi alle persone. Una trasformazione che passa dall’incontro tra Piano Casa ed EPBD4, due percorsi distinti che possono trovare nella riqualificazione del patrimonio edilizio un importante terreno comune. Il Piano Casa nasce infatti con l’obiettivo di contrastare il disagio abitativo e rilanciare le politiche per l’abitare, integrando edilizia residenziale e sociale e sperimentando nuovi modelli di governance e finanziamento. La nuova EPBD, parallelamente, spinge l’Europa verso edifici sempre più efficienti, decarbonizzati e intelligenti, riservando una particolare attenzione alle famiglie vulnerabili, alle persone in condizioni di povertà energetica e all’edilizia sociale.
È quindi difficile immaginare oggi un intervento di edilizia sociale che prescinda dalla twin transition energetica e digitale. Proprio quando le unità immobiliari sono destinate alle categorie più fragili, dotarle di impianti ad alte prestazioni diventa infatti un elemento centrale della progettazione e della riqualificazione.
Sul fronte energetico, significa ridurre strutturalmente consumi e bollette, contrastando quella povertà energetica che colpisce con maggiore intensità chi dispone di minori risorse. La stessa EPBD4 considera la riqualificazione degli edifici uno degli strumenti attraverso cui affrontare il problema, prevedendo misure finanziarie e assistenza tecnica rivolte prioritariamente ai nuclei vulnerabili.
Accanto all’efficienza energetica c’è poi la dimensione digitale. Un’abitazione destinata ad anziani, persone con disabilità o soggetti fragili, se adeguatamente infrastrutturata con reti a banda ultralarga e sistemi intelligenti, può diventare il punto di accesso a servizi avanzati di teleassistenza, telemedicina, monitoraggio e gestione da remoto. L’infrastruttura digitale dell’edificio smette così di essere un semplice accessorio tecnologico e può trasformarsi in una vera infrastruttura sociale, capace di sostenere nuovi servizi e rispondere alle esigenze di chi vive nell’abitazione.
Il confronto inaugurale di Smart Building Levante allargherà inoltre lo sguardo alla RED III, ai CAM, al nuovo Protocollo ITACA e ai possibili modelli di partenariato pubblico-privato, con una particolare attenzione alle opportunità per la Puglia e per il Mezzogiorno. La sfida, in definitiva, è utilizzare le risorse destinate alla casa non semplicemente per aumentare il numero degli alloggi disponibili, ma per alzare la qualità dell’abitare. Perché una politica sociale della casa, oggi, non può più separare accessibilità, efficienza energetica, connettività e servizi alla persona. Scopri di più sul sito ufficiale!