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27 novembre 2017

Studio OPPS Architettura vince concorso di idee del Comune di Pieve a Nievole

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Lo studio OPPS Architettura ha vinto il concorso per la riconversione dell’ex cinema a Pieve a Nievole, in provincia di Pistoia mediante la rifunzionalizzazione dell’ex cinema-teatro.

 

I fondatori di OPPS, con la collaborazione di Paola Chiriatti e Chiara Caroli, hanno proposto un progetto che si fonda sul concetto di dialogo. Il bando lanciato dal Comune si trattava di un concorso di idee, chiedeva di trasformare l’ex cinema in un nuovo contenitore, ospitante una sala polifunzionale, una biblioteca e alcuni uffici comunali. Invitava, inoltre, i progettisti a immaginare la riqualificazione dell’area circostante.

 

Il dialogo come idea di progetto architettonico, che recupera l’immagine di due attori sul palco del teatro, alla ricerca di un secondo tempo dell’ex cinema». È questa l’immagine alla quale il progetto si ancora.

 

I due “attori” sono i due blocchi funzionali che si prevede andranno a dare nuova vita all’ex cinema. Da una parte c’è il blocco degli uffici amministrativi comunali e dall’altra i locali pubblici (una sala polifunzionale e la biblioteca comunale). Ciascuno dei due nuclei funzionali è autonomo, ben distinto in pianta e in alzato dall’altro, e caratterizzato da un fuoco centrale attorno al quale si organizzano gli spazi e si distribuiscono i flussi.

 

All’interno della grande “scatola” dell’ex cinema si creano due volumi quasi gemelli, l’uno dedicato alle funzioni pubbliche, che occupano la porzione est dell’edificio, e l’altro contente gli uffici amministrativi, che va a ingombrare tutta la parte ovest della struttura.

 

Per gli uffici il “fuoco” centrale è dato da una grande scala elicoidale che mette in collegamento il grande atrio del piano terra con gli spazi che verranno occupati dalle sedi distaccate del comune. La sala polifunzionale del piano terra, che non vuole essere solo uno spazio utilizzato in occasione di eventi, ma anche un punto di sosta e di passaggio, è invece caratterizzata da una gradonata che dà accesso alla biblioteca del piano superiore. Oltre a funzionare da collegamento verticale, la grande scalinata funge anche da seduta in occasione di eventi.
La scala e la gradonata, elementi caratterizzanti e simbolici, generano due ampi spazi a doppia altezza assimilabili ad una corte coperta. Entrambe vengono esaltate e valorizzate attraverso un rivestimento in rovere che va a contrastare, per colore, con il pavimento e il soffitto.

 

I due “attori”, ossia i due blocchi funzionali, condividono equamente il volume a disposizione, sono ben distinti ma anche in dialogo tra loro. I due blocchi condividono, infatti, delle aree di servizio e di attesa aperte ai diversi utenti, poste in posizione baricentrica rispetto al volume dell’ex cinema. Inoltre, in base ai diversi scenari di utilizzo, la sala polifunzionale può varcare i limiti del blocco funzionale in cui si inserisce per andare a sconfinare nell’area di ingresso agli uffici, oppure essere separata da questa grazie ad un sistema di pareti mobili che scorrono all’interno di setti contenitori. Alla stessa maniera, la sala può aprirsi verso l’esterno, verso la piazza, dalla quale è separata per
mezzo di un’ampia vetrata.

Fonte OPPS Architetture


Fase Ipotesi
Settore Terziario
Data di pubblicazione 03/11/2017
Approfondimenti nella notizia NiiProgetti ID 420308